Lasciando a Porta Porton l’imperiale via Flavia, si trova una stradina che s’inerpica lungo un colle, dove esiste ancora la chiesetta di Santo Stefano con il cimitero e una parte dell’altare ligneo appartenuto all’antica chiesa di S. Antonio del XIV o XV secolo. Al bivio per Castagna, un’altra strada porta al paese di Biloslavo, dove un tempo c’era l’omonima fermata della linea ferroviaria chiamata “Parenzana”.

Dopo il cimitero, il sentiero scende verso l’antico paese di Castagna. Il borgo fu abitato fin dall’antichita, ne danno testimonianza le tombe e le iscrizioni d’epoca romana ivi trovate. La chiesa parrocchiale, dedicata alla Beata Vergine Maria ed ai SS. Pietro e Paolo, porta l’iscrizione “Electamus Genoa 1769”. Rifatta nel 1500, e stata ingrandita nell’anno riportato dall’iscrizione. Ha tre altari, dei quali il maggiore e in marmo ed e ornato dalle statue dei SS. Pietro e Paolo. All’esterno sono incastonate due testine barbare che sostenevano i costoloni del presbiterio preesistente.

Davanti alla chiesa si erge il campanile veneto in areanaria, a base quadrata, con torre e cuspide ottagonale. Sull’arco e riportata la data del 1766. Il paese, quasi completamente disabitato, ha mantenuto un po’ di vita lungo la strada principale. Le case rivelano interessanti particolari architettonici di carattere rustico tipicamente istriano, come lunghi ballatoi, piccoli terrazzi e “cavade” esterne per arrostire e cucinare.